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Come usiamo la VeluTrap | Apicoltura Tre Colli
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Come usiamo la VeluTrap

Trappola Vespa Velutina

Come usiamo la VeluTrap

Difendere l’apiario dalla Vespa velutina: come usiamo la VeluTrap sui Monti Pisani

Negli ultimi anni, chi alleva api in Toscana ha imparato a fare i conti con un nuovo nemico: la Vespa velutina nigrithorax, il calabrone asiatico dalle zampe gialle. Arrivata in Europa dal Sud-Est asiatico all’inizio degli anni 2000, si è diffusa rapidamente lungo la penisola e oggi è presente anche sui Monti Pisani, nei boschi e nelle radure che circondano il nostro apiario di Calci.

Negli apiari di Apicoltura Tre Colli abbiamo deciso di agire con metodo, integrando la lotta alla velutina tra le attività ordinarie di gestione del ciclo apistico. Questo articolo racconta cosa abbiamo imparato e come lavoriamo concretamente per proteggere le nostre colonie.


Perché la Vespa velutina è un problema serio

La velutina non è pericolosa per l’uomo quanto la vespa crabro europea, ma per le api mellifere è una minaccia diretta e continua. I calabroni si appostano davanti all’ingresso dell’alveare — una tattica che i ricercatori chiamano hawking — e catturano le bottinatrici al volo, decapitandole per portarne il torace al nido come proteina per le larve.

Il risultato? Le api smettono di uscire, le bottinatrici calano drasticamente, e la colonia si indebolisce proprio nei mesi di maggiore attività. Un apiario sotto pressione produce meno, si difende peggio dalla varroa e rischia di andare in spopolamento.

La gestione preventiva, con il monitoraggio e la cattura delle fondatrici in primavera, è oggi considerata la strategia più efficace per ridurre la pressione sul territorio.


La VeluTrap di BeeVital: selettiva ed efficace

Dopo aver valutato diversi sistemi di cattura, nell’apiario di Tre Colli abbiamo scelto la VeluTrap di BeeVital — una trappola progettata specificamente per la Vespa velutina, con un meccanismo che permette agli altri insetti, comprese le api, di uscire senza difficoltà.

Come funziona? Le vespe, attratte dall’attrattivo liquido versato all’interno, seguono la fonte odorosa attraverso piccoli fori d’ingresso e restano intrappolate nelle camere di raccolta. Un dettaglio importante: i calabroni catturati emettono feromoni che attirano altri conspecifici, aumentando progressivamente l’efficacia della trappola man mano che si riempie. Il sistema è anche igienico: gli insetti non entrano mai in contatto diretto con l’attrattivo.

Come la utilizziamo

Montiamo la trappola seguendo il calendario biologico della velutina:

  • Da metà marzo/inizio primavera: cattura delle regine fondatrici. È la finestra più importante — ogni regina intercettata significa un nido in meno nell’estate successiva.
  • Estate e autunno: monitoraggio continuo e cattura delle operaie lungo le rotte di volo verso l’apiario.
  • Ottobre: seconda finestra strategica per le future regine fecondate.

Per il posizionamento, applichiamo alcune regole semplici: trappola in zona ombreggiata, ai lati delle arnie oppure appesa a un ramo, sempre lungo i percorsi di volo osservati. Evitiamo la luce diretta del sole, che degrada l’attrattivo più rapidamente e riduce l’efficacia del sistema.

L’attrattivo va reintegrato regolarmente attraverso i fori adiacenti ai bastoncini bianchi, mantenendo il serbatoio riempito per circa la metà. Quando l’odore perde intensità e i calabroni smettono di avvicinarsi, è il momento di svuotare e ricaricare completamente.


L’attrattivo: la ricetta del CABI

L’attrattivo è la chiave di tutto. Sul mercato esistono formulati pronti, ma molti apicoltori preparano il proprio miscuglio in casa con ingredienti facilmente reperibili. Noi utilizziamo la ricetta del CABI — il Centre for Agriculture and Bioscience International, organizzazione no-profit con sede a Delémont (Svizzera) che conduce test scientifici sul monitoraggio delle regine in primavera.

È la ricetta con il supporto scientifico più solido tra quelle disponibili, ed è quella che consigliamo anche ai colleghi apicoltori della zona.

Ricetta CABI — Attrattivo zuccherino per Vespa velutina

Per 1 dose (280 ml totali):

Ingrediente Quantità
Vino bianco (fermo) 120 ml
Zucchero 80 g
Aceto di mele o aceto di vino 40 ml
Birra bionda (aggiungere dopo aver sciolto lo zucchero) 120 ml

Preparazione: sciogliere lo zucchero nel vino (si può scaldare leggermente per accelerare), aggiungere l’aceto, infine versare la birra. Mescolare delicatamente e utilizzare subito o conservare in frigorifero per qualche giorno.

Perché questi ingredienti?

  • La birra (o il lievito in essa contenuto) attiva la fermentazione, che favorisce la dispersione degli odori zuccherini nell’aria.
  • Il vino e lo zucchero replicano le fonti alimentari dolci che le regine cercano in primavera per nutrire le prime larve del nido nascente.
  • L’aceto agisce da repellente selettivo per le api mellifere, riducendo le catture accidentali di non-target.

Fonte delle spiegazioni sugli ingredienti: Association Française Sanitaire et Environnementale — Strategia e piano nazionale di lotta contro il calabrone asiatico dalle zampe gialle, Marzo 2025.


Parte di una gestione integrata

La lotta alla Vespa velutina non si esaurisce con le trappole. Nel nostro apiario di Calci la affianchiamo ad altre pratiche: riduzione dell’ingresso degli alveari nei periodi di maggiore pressione, monitoraggio visivo regolare, e segnalazione dei nidi alle autorità competenti quando vengono individuati nelle vicinanze.

Se stai affrontando lo stesso problema nel tuo apiario e vuoi confrontarti su metodi e risultati, scrivici. La difesa del patrimonio apistico è un lavoro di comunità.


Scopri la VeluTrap sul sito BeeVital →


Apicoltura Tre Colli — Calci, Monti Pisani (PI) Miele artigianale dalla collina pisana